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Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica: cosa c’è da sapere

Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica: cosa c’è da sapere

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è una nuova forma di agevolazione messa a disposizione dal Governo italiano per incentivare gli investimenti delle piccole e medie imprese.

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29.04.2022
time Tempo di lettura 3 minuti

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica (R&S&I) è una misura che si inserisce all’interno del Piano Transizione 4.0  per accompagnare le imprese verso la transizione tecnologica e rilanciare gli investimenti nel nostro paese.

 

Negli ultimi anni il credito d’imposta ha assunto un ruolo decisivo per le piccole e medie imprese, soprattutto per quelle alla ricerca di finanziamenti e agevolazioni fiscali. Per poter usufruire al meglio di questa nuova misura è fondamentale capire cos’è, come funziona e soprattutto a chi si rivolge.

Come funziona il credito d’imposta R&S

Il credito d’imposta è un credito che una persona fisica o un’impresa vanta nei confronti dello Stato e che può essere utilizzato per ridurre le imposte a debito. Il credito d’imposta può essere utilizzato per compensare eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario e per il pagamento dei tributi.

 

L’agevolazione in questione ha l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, Innovazione tecnologica, Design e ideazione estetica. Nello specifico il credito d’imposta riconosciuto per le diverse tipologie di attività nel 2022 è:

 

20% per ricerca & sviluppo fino a un massimo di 4 milioni di euro annui; per gli anni seguenti (fino al 31 dicembre 2031) è riconosciuto un credito del 10%, con un massimale di 5 milioni di euro all’anno.

10% per innovazione tecnologica oppure design e ideazione estetica con costi fino 2 milioni di euro all’anno; per gli anni successivi (fino al 31 dicembre 2025) il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, con un massimale di 2 milioni di euro annui.

15% per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 con il limite massimo di 2 milioni di euro; nel 2023 sarà riconosciuto un credito pari al 10%, nel limite massimo di 4 milioni di euro all’anno, mentre nel 2024-25 scenderà al 5%, con il massimale che resterà di 4 milioni di euro.

 

È possibile approfondire l’argomento leggendo il testo completo del Decreto del 26 maggio 2020 emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel rispetto dei principi e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell'OCSE.

A chi si rivolge il credito d’imposta R&S&I

Il credito d’imposta R&S spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato italiano indipendentemente dal tipo di forma giuridica, regime contabile o fiscale adottato. Il requisito fondamentale è lo svolgimento di attività di ricerca & sviluppo, innovazione e design.

 

Le attività agevolate sono le seguenti:

 

  1. Attività di ricerca di base, industriale e sviluppo sperimentale.
  2. Attività di innovazione tecnologica finalizzata alla creazione di prodotti o processi nuovi o migliorati rispetto a quelli già realizzati in precedenza dall’impresa.

 

Sono escluse da questa agevolazione le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento e liquidazione coatta amministrativa. Condizione necessaria per usufruire del credito d’imposta è il pieno rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il versamento dei contributi ai lavoratori, come previsto dalla normativa nazionale.

Quali sono le spese ammissibili a credito

Le spese che possono beneficiare del credito d’imposta sono diverse, vediamole nel dettaglio.

 

· Spese del personale impiegato nelle attività ammesse a finanziamento.

· Servizi di consulenza legati alle attività di R&D e innovazione tecnologica.

· Beni materiali immobili e software impiegati per il compimento delle attività agevolabili.

· Contratti di ricerca che includono lo svolgimento delle attività.

· Quote di ammortamento per l’acquisto da terzi (anche in licenza d'uso) di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica.

· Spese per materiali, forniture e prodotti funzionali allo svolgimento delle attività.

Come accedere al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo?

Vediamo come poter accedere al credito d’imposta e sfruttare questa preziosa opportunità.

 

  1. Come prima cosa, il credito d’imposta dev’essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui sono state sostenute le spese.
  2.  Il credito è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili.
  3. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.
  4. Nel rispetto dei massimali indicati, è possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d’imposta.

 

A ben vedere, si tratta di una misura molto importante di cui le imprese possono approfittare per aumentare gli investimenti in settori strategici e porre le basi per una crescita solida e duratura nel tempo.

 

Scopri quali sono le altre opportunità a disposizione delle imprese e quali attività ha messo in campo TIM Business per il PNRR con l’obiettivo di favorire la trasformazione digitale delle aziende italiane grazie a innovativi servizi e tecnologie all’avanguardia.

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