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Piattaforma di didattica a distanza per la scuola: come scegliere

Piattaforma di didattica a distanza per la scuola: come scegliere

Quali sono i criteri di scelta per una piattaforma di didattica a distanza che agevoli la scuola tutta nella sua funzione educativa? Lo spieghiamo di seguito in semplici passaggi.

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24.11.2021
time Tempo di lettura 4 minuti

Il Piano Scuola, emesso dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca nello scorso giugno ed adottato da tutte le Istituzioni del Sistema Nazionale per l’Istruzione durante l’anno scolastico 2020/2021, invita tutti gli istituti scolastici della nostra Penisola a dotarsi di un’unica piattaforma per lo svolgimento delle attività didattiche a distanza.

Lo stesso documento, che si inserisce nel quadro delle “misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19”, sottolinea che quest’unica consolle deve essere in grado di favorire tutte le attività degli insegnanti, così come quelle di ciascun alunno e delle famiglie chiamate a collaborare con questi; inoltre, dovendo riferirsi a tale strumento per lo svolgimento di ogni singola attività, la piattaforma stessa deve poter garantire adeguati spazi di archiviazione, ambienti per il reperimento di materiali, registri per la gestione delle lezioni e per la comunicazione.

Infine, la piattaforma di didattica a distanza deve poter avvantaggiare tutti gli alunni che presentano maggiori fragilità rispetto ai propri impegni e compiti e, allo stesso modo, è necessario che si garantisca al corpo docente un’adeguata e approfondita formazione sul suo utilizzo e sulle tecnologie a supporto.

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Ma come scegliere una piattaforma di didattica a distanza?

In quest’ottica, affidabilità, fruibilità e immediatezza d’uso sono i tre principali criteri di scelta per un buon strumento di collaborazione da remoto in ambito educational. Vediamo perché.

 

  • Affidabilità della piattaforma

    Tecnologicamente sicura e attendibile: così è la consolle per la didattica a distanza che rispetta i diritti e la privacy di tutti i suoi iscritti, siano essi docenti o alunni.

    Per i primi, la nuova metodologia di didattica, legata all’utilizzo del digitale, non deve entrare in conflitto con l’ordinamento in materia di Diritto del Lavoro, che salvaguarda la salute e il benessere di ogni dipendente; inoltre, è necessario che tuteli il trattamento dei dati, senza mai arrivare ad arrecare danno alla libertà intellettuale dei soggetti coinvolti. Infine, la piattaforma per la didattica a distanza deve tenere in considerazione la giovane età dei suoi fruitori ed essere, quindi, particolarmente attenta a vigilare sulla loro privacy.

    In termini di sicurezza dello strumento, non è sottovalutare il fatto che la colpa di scelte sbagliate o di usi scorretti ricadrebbe sui Dirigenti Scolastici, che potrebbero addirittura venire accusati per trattamenti illeciti dei dati, per la violazione di autonomie o per il venir meno di diritti. Proprio per queste ragioni, spesso le Istituzioni Scolastiche, chiamate ad intraprendere decisioni sull’impiego delle nuove piattaforme per la didattica a distanza, si affidano ad un Data Protection Officer, ovvero a un consulente responsabile della tutela dei dati. Altrettanto frequentemente, poi, scuole e istituti assumono lo stesso fornitore dei servizi legati alla consolle di collaborazione per le necessarie verifiche rispetto al trattamento delle informazioni riservate di contatto. Per di più, in alcuni casi, soprattutto quando si rendono necessarie soluzioni tecnologiche particolarmente evolute come il social login o la geolocalizzazione, il fornitore della piattaforma può essere anche scelto e nominato Responsabile del trattamento ex articolo 28 del GDPR” e, in virtù di questo ruolo, può predisporre relazioni e studi di fattibilità sull’Impatto della Privacy.

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  • Fruibilità a distanza su qualsiasi tipo di device

    Utilizzabile non solo su PC, ma anche su tablet e smartphone, oltre che su ogni sistema operativo in commercio: questo è il secondo imperativo di una piattaforma di didattica a distanza adeguata a far fronte a ciascun bisogno educativo.

    Tutte le scuole, infatti, devono poter assicurare “unitarietà all’azione didattica … al fine di semplificare la fruizione delle lezioni medesime nonché il reperimento dei materiali, anche a vantaggio di quegli alunni che hanno maggiori difficoltà ad organizzare il proprio lavoro” per questo le Istituzioni Scolastiche sono chiamate ad individuare strumenti come GSuite di Google Educational, per citare uno tra quelli maggiormente validi, per creare ambienti condivisi di lavoro, che possano assicurare un agevole svolgimento dell’attività sincrona e risultino fruibili attraverso qualsiasi tipo di supporto elettronico o sistema operativo a disposizione.

  • Immediatezza d’uso della piattaforma di didattica a distanza

    Non si deve dare per scontato che una suite per la formazione da remoto sia facile da usare per tutti i suoi numerosi ed eterogenei utenti. La Dirigenza Scolastica, allora, per adempiere alle indicazioni ministeriali da un lato, e per soddisfare l’emergenza educativa dall’altro, dovrà orientarsi verso quegli strumenti che presentino allo stesso tempo tanto un’interfaccia grafica intuitiva quanto una gradevolezza nella navigazione. D’altra parte, nell’individuazione della piattaforma di didattica a distanza più adeguata, Manager e Data Protection Officer saranno facilitati dal necessario ricorso alla “modalità video”, implicita in questi strumenti e sempre più apprezzata dagli alunni, ma anche dai docenti, che ne giudicano positivamente le molteplici potenzialità di personalizzazione dei contenuti. Gli elementi grafici e di animazione caratteristici dei “learning videos” sanno, infatti, catturare l’interesse, così come le didascalie e i messaggi vocali agevolano l’attenzione e permettono di fissare elementi anche complessi.

    Rispetto alla difficoltà delle tematiche, appunto, le piattaforme di didattica a distanza, che sanno ben impiegare le risorse offerte dai video, arrivano a proporre addirittura veri e propri percorsi di apprendimento, che sfruttano apposite app per la visione delle immagini in movimento, alle quali fanno seguire poi il suggerimento di attività interattive, correlate all’argomento stesso del video.

    Questo vuol dire non solo tenere conto dell’usabilità di una piattaforma, ma apprezzarne anche la capacità di caratterizzazione per l’apprendimento, sia che ci si trovi ad affrontare la necessità di ripassare alcune materie, sia che si vogliano rinsaldare le conoscenze o, persino, anticipare alcuni temi che poi potranno essere approfonditi con altri mezzi tradizionali o tecnologici.

     

    Se con l’adozione di piattaforme di didattica a distanza si desidera perseguire l’obiettivo di agevolare la scuola tutta nella sua funzione educativa, per il futuro non possiamo che sperare nel sempre più massiccio ricorso a metodologie formative interdisciplinari e coinvolgenti e più centrate sul protagonismo degli alunni, tanto da far diventare l’ormai sorpassata lezione frontale un nuovo luogo di confronto, di rielaborazione partecipe e di costruzione comune del sapere.

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