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Vigna 5G

Come la tecnologia 5G può migliorare il settore vitivinicolo

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08.10.2019
time Tempo di lettura 1 minuti

 Il settore vitivinicolo, oltre ad essere un’eccellenza produttiva del nostro Paese, è uno degli ambiti in cui più proficuamente si possono adottare innovative soluzioni tecnologiche. Al momento, purtroppo non è così: basti pensare che negli ultimi 5 anni solo il 23% delle aziende vitivinicole ha fatto investimenti superiori ai 5.000 euro in tecnologie ICT (Fonte: Digital Transformation Institute, in collaborazione con Cisco Italia, maggio 2017).

Un’eccezione positiva è rappresentata dalle “vigne connesse” in 5G, un progetto di innovazione tecnologica nato dalla partnership tra TIM, Ericsson e Zucchetti Centro Sistemi (ZCS, azienda della holding Zucchetti). Vediamo di cosa si tratta.

Da dove nasce l’idea delle vigne connesse?

Il progetto è stato lanciato nell’ambito dell’iniziativa “5G for Italy” con cui da giugno 2016 TIM ed Ericsson si sono impegnate a creare un ecosistema aperto per la ricerca e la realizzazione di progetti innovativi abilitati dal 5G.

Questa specifica idea nasce da un’esigenza concreta del settore viticolo: quella di garantire un’agricoltura di precisione, in questo caso una migliore gestione del suolo, pratica costosa ma fondamentale per mantenere le viti in buone condizioni di vegetazione e fruttificazione, ottenendo così un’elevata qualità del prodotto finale. 

 In che cosa consiste nel dettaglio?

“Vigne connesse” prevede la copertura in larga banda – in tecnologia radio 5G – di una vigna, in cooperazione con un importante produttore vinicolo toscano, per poterne gestire da remoto tutte le attività di pulizia e cura (potatura, interventi anti-parassitari, ecc.) attraverso l’impiego di un robot agricolo specializzato, l’Agrirobot sviluppato da Zucchetti CS.

Cosa fa l’Agrirobot?

L’Agrirobot effettua il taglio, la pulizia e il trattamento dell’erba presente nei filari della vigna grazie a una rete di sensori integrati a bordo (quali GPS, telecamera con visione stereo, sensore di prossimità) e connessi alla rete 5G.

Agrirobot riconosce la fine di un filare e passa autonomamente al successivo, taglia in totale sicurezza con una precisione di movimento di 2/4 cm e riesce a gestire dai 2,5 ai 3 ettari al giorno.

Quali sono i vantaggi delle “vigne connesse”?

Innanzitutto, l’efficienza economica: grazie a questa soluzione, per la cura dei vigneti si passa da un costo annuo di 90 euro per quintale di vino a 75-78 euro, con un miglioramento della qualità del prodotto finale e a vantaggio della competitività di prezzo per il consumatore finale.

Un altro importante lato positivo è di natura ambientale: grazie all’alimentazione a energia solare e senza impiego di diserbanti o prodotti chimici, la vigna può essere certificata come “biologica”.

Si tratta di una soluzione interessante, per ora sperimentale, di cui vedremo presto evoluzioni.

Guida alla Smart Agriculture

Le nuove tecnologie al servizio delle imprese agricole italiane

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