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Mail certificata PEC, una necessità oltre i confini nazionali

Mail certificata PEC, una necessità oltre i confini nazionali

Come TIM può aiutare i professionisti con la mail certificata PEC

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24.11.2021
time Tempo di lettura 3 minuti

Mail certificata PEC, l’evoluzione europea

Il 14 giugno 2021 è la data che segna un ulteriore passo avanti nella piena integrazione digitale tra i cittadini UE. A valle delle attività svolte dal gruppo di lavoro, costituito nel 2019, tra l’Agenzia per l’Italia digitale, i gestori PEC, Uninfo e Assocertificatori, viene pubblicato da AgID il documento per i servizi di recapito certificato qualificato eIDAS, “REM Services – Criteri di adozione degli standard ETSI – Policy IT”. Il documento, in attesa di approvazione finale da parte della Commissione europea, contiene la proposta di regole tecniche per i servizi di recapito certificato qualificato eIDAS compliance. Le prescrizioni del regolamento eIDAS, in merito al nuovo servizio elettronico di recapito qualificato, garantiscono l’interoperabilità a livello europeo dei meccanismi di scambio della posta elettronica tra cittadini e imprese di tutti gli Stati Membri. È l’evoluzione, oltre confini nazionali, della Posta Elettronica Certificata che già conosciamo e che è normata nel nostro Paese dal febbraio 2005.

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INFOGRAFICA

La Registered Electronic Mail (REM)

Basandosi sui protocolli della posta elettronica e i relativi standard, il modello REM risulta la soluzione più prossima alla posta elettronica certificata (PEC). Tuttavia, la PEC soddisfa solamente i requisiti previsti dal Regolamento eIDAS per il servizio elettronico di recapito certificato, ma non soddisfa appieno i requisiti previsti sempre dal Regolamento per il servizio elettronico di recapito certificato qualificato.In particolare, non è attualmente prevista la verifica certa dell’identità del richiedente della casella di PEC, nè è previsto che il gestore debba obbligatoriamente sottoporsi alle verifiche di conformità da parte degli organismi designati dalla pubblica amministrazione.L'invio e la ricezione devono essere inoltre garantiti da una firma elettronica avanzata o da un sigillo elettronico per escludere modifiche non rilevabili dei dati (qualsiasi modifica ai dati necessaria per ricevuta di avvenuta consegna è chiaramente indicata al mittente e al destinatario dei dati stessi). Attualmente la normativa prevede che i dati inviati e ricevuti tramite un servizio elettronico di recapito certificato sono ammissibili come prova nei procedimenti giudiziali anche se hanno forma elettronica e anche se non "soddisfano i requisiti del servizio elettronico di recapito certificato qualificato."I dati inviati e ricevuti tramite servizio elettronico di recapito certificato qualificato beneficeranno della presunzione d'integrità; dell'invio di tali dati da parte del mittente identificato; della loro ricezione da parte del destinatario identificato; di accuratezza della data e dell'ora dell'invio; della ricezione indicata dal servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

L’evoluzione della PEC a servizio qualificato (QREM)

L’evoluzione della PEC si rende necessaria proprio per avvalorare il meccanismo di garanzia dell’autenticazione e identificazione di mittente e destinatario che passa attraverso la registrazione dell’utenza presso un REMSP (Registered Electronic Mail Service Provider) e nella individuazione della utenza identificata: il processo di registrazione prevede che il titolare dell’utenza venga “identificato” prima di utilizzare il servizio, tipicamente questa procedura avviene solo una volta ed in accordo all’interpretazione e gli adattamenti alle realtà locali, che sono stabiliti dai regolamenti nazionali vigenti. L’iter completo garantisce la piena interoperabilità delle caselle di posta certificate e qualificate, con possibilità di scambio di documenti e atti a pieno valore legale attestandone data di trasmissione e ricezione.Questo significa permettere la comunicazione tra Amministrazioni (A2A), Administration to Business (A2B) e Business to Administration (B2A), contribuendo dunque alla creazione di un ‘mercato digitale’ unico europeo.

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INFOGRAFICA

I Rem Remote Plugtests in linea con il PNRR

Sono stati completati i Rem Remote Plugtests, i test di interoperabilità sullo standard Rem organizzati da ETSI. Promossi e organizzati sotto la spinta di Agid, AssoCertificatori ed Uninfo, i test hanno coinvolto 15 paesi europei, 4 paesi dal resto del mondo e 5 istituzioni governative. L’intero progetto si sposa perfettamente con gli obiettivi promossi dal PNRR, che ha posto un accento particolare sul tema dell’implementazione delle infrastrutture digitali e sulla questione dati e interoperabilità ("digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura"). Insomma, tutto sembra andare verso il percorso di digitalizzazione per l’impresa e il lavoratore per sostenere l’adeguato sviluppo dell’economia dei paesi.

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