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Digital Divide, l’Italia riparte anche da qui

Digital Divide, l’Italia riparte anche da qui

Grazie ai massicci investimenti sulla rete, TIM è riuscita a colmare il digital divide già in due regioni italiane, la Puglia e il Friuli Venezia Giulia

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25.10.2021
time Tempo di lettura 3 minuti

Lo scenario

Il digital divide è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie digitali e dell'informazione e chi ne è invece escluso, parzialmente o totalmente.

 

I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d'istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica e altro ancora. E’ inclusa anche la disparità nell'acquisizione di risorse o le capacità necessarie a partecipare alla società dell'informazione.

 

Il recente rapporto The Digital Economy and Society Index 2020 evidenzia un’Italia digitale bivalente, dove l’infrastruttura è a livello della media europea ma il livello delle competenze digitali è tra i più bassi in Europa.

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fonte: The Digital Economy and Society Index 2020

Il processo di digitalizzazione di un paese è difatti un fenomeno complesso, riconducibile a diversi aspetti, e la disponibilità di un’infrastruttura rappresenta una condizione necessaria ma non sempre sufficiente. Altri fattori devono necessariamente intervenire per completare l’opera di digitalizzazione di un paese. La pandemia inoltre ha portato a galla, in maniera repentina, la criticità e l’importanza della digitalizzazione per combattere la crisi economica in tutti i settori produttivi: chi più chi meno, ma tutti.

Il cambiamento del modo di lavorare

Cos'è la collaborazione e la comunicazione integrata

 

INFOGRAFICA

Il digitale dunque va “innestato” ove possibile: le tecnologie sono in grado di generare il massimo del valore solo se integrate e ampiamente utilizzate dalla società tutta e dall’intero sistema delle imprese del Paese, solo così si interviene sui processi culturali che trasformano il modo di vivere e di fare impresa innovativa.

 

Convinta di questa idea di fondo, TIM sta lavorando a tutto tondo sui pilastri della trasformazione digitale:

 

  1. la connettività: la capillarità della rete in Fibra di TIM, fibra condivisa, connettività mobile e satellitare fino alle coperture dedicate per gli ambienti produttivi;

  2. La co-innovazione: l’ingaggio e coinvolgimento degli attori territoriali nel rilevamento delle esigenze e delle peculiarità del distretto

  3. Le soluzioni personalizzate: ovvero portafoglio di soluzioni orizzontali e capacità di personalizzazione e verticalizzazione basata sulle caratteristiche del singolo distretto

  4. La formazione: percorso formativi articolati su contenuti di specifico interesse per le PMI per promuovere la diffusione delle competenze digitali.

  5. La comunicazione: il coinvolgimento degli stakeholder locali nell’attività di comunicazione.

Gli smart District di TIM Business

Lanciando il progetto “Smart District” in oltre 140 distretti industriali italiani TIM ha posto il focus proprio sull’importanza di accompagnare le aziende nel processo di trasformazione digitale indispensabile per sostenere la ripartenza economica del Paese.

 

Le filiere produttive potranno avvantaggiarsi di soluzioni di automazione, di manutenzione da remoto in tempo reale, attraverso la realtà aumentata ma anche di tecnologie per la sicurezza fisica con soluzioni di videosorveglianza, gestione della logistica e delle flotte, fino a tecnologie per il controllo di filiera tramite blockchain. Saranno abilitate anche soluzioni di smart working, di gestione intelligente dei dati e l’adozione di intelligenza artificiale nei processi aziendali.

 

In particolare, Smart District di TIM Business è in grado di garantire alle imprese dei distretti italiani la continuità operativa e la sicurezza del patrimonio informativo, degli ambienti produttivi e del personale e di mantenere l’efficienza e il controllo del ciclo di vita del processo produttivo, anche in mobilità e in sicurezza nel rispetto delle regolamentazioni Privacy, in primis la GDPR.

Il cambiamento del modo di lavorare

Cos'è la collaborazione e la comunicazione integrata

 

INFOGRAFICA

Puglia e Friuli Venezia Giulia a zero digital Divide

Negli ultimi dodici mesi, TIM ha accelerato il piano di copertura in fibra in più di 3.800 comuni italiani, prevalentemente nelle aree bianche del Paese. Ad oggi la rete in fibra di TIM è disponibile per oltre il 92% delle famiglie italiane che usano la rete fissa.

E nonostante l'emergenza pandemica, TIM ha realizzato interventi infrastrutturali in oltre 200 comuni del Friuli Venezia Giulia per costruire nuove reti o ampliare quelle esistenti, assicurando a cittadini e imprese connessioni ultrabroadband. Inoltre, con la creazione di FiberCop, società infrastrutturale controllata dal Gruppo TIM, è stato avviato un piano per la realizzazione della rete secondaria in fibra ottica. In Friuli Venezia Giulia, FiberCop raggiunge 24 Comuni con la fibra fino a 1 gigabit al secondo.

Prima del Friuli, la Puglia è stata la prima regione italiana a chiudere il digital divide grazie a TIM che ha completato il piano di copertura della banda ultralarga attraverso la rete FTTx (ovvero con tecnologie FTTC fino a 200 Mbps e FTTH fino a 1 Gigabit/s), raggiungendo il 99,4% delle famiglie che utilizzano la rete fissa. Il restante 0,6% viene invece coperto anche attraverso connessioni ultrabroadband FWA o satellitari.

Nel caso pugliese sono stati realizzati interventi infrastrutturali in circa 200 comuni per costruire nuove reti o ampliare quelle esistenti, assicurando a cittadini e imprese connessioni ultrabroadband.

Per favorire l’adozione delle nuove tecnologie e accelerare la transizione verso la digitalizzazione TIM proporrà un’azione sul territorio finalizzata a spegnere nella provincia di Taranto la rete in rame (RTG) e migrare tutte le linee della città su rete ultrabroadband FTTx, con l’obiettivo di estenderla all’intera regione.

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