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RCS con il cloud ha reso Internet fonte di reddito

RCS con il cloud ha reso Internet fonte di reddito

Per fronteggiare la continua diminuzione delle vendite di carta stampata, RCS ha puntato su un’accorta strategia digitale, basata sul cloud e su due affidabili partner tecnologici: Google e TIM.

rcs-cloud
11.04.2022
time Tempo di lettura 4 minuti

Per le case editrici Internet è stato (ed è) un avversario difficile da contrastare, perché per lungo tempo ha fornito (e in molti casi tutt’ora fornisce) informazione a costo zero. Ne sa qualcosa RCS, che da un po’ di anni ha visto gradualmente, ma costantemente, ridurre la vendita di quotidiani e riviste in formato cartaceo. La società è però corsa ai ripari e ha individuato il modo per fronteggiare la situazione, riuscendo a trasformare quello che era un problema in una fonte di business. Così, oggi la percentuale di fatturato che perde sulla carta stampata RCS riesce a compensarla con il digitale. Vediamo come ci è riuscita.

I problemi da affrontare per sopperire alle perdite

In RCS, già da tempo si è deciso di attivare una conversione al digitale. Infatti, il processo è iniziato circa 8 anni fa, ma è negli ultimi 4-5 anni che è stata data quell’accelerazione che ha portato alla svolta. Come detto, l’obiettivo era di riuscire a compensare le perdite che si stavano verificando sulla carta stampata, sia in Italia sia in Spagna, dove RCS è presente con tre testate (cartacee e online): la generalista El Mundo, la sportiva Marca e la finanziaria Espansione.

 

La società ha perciò deciso di rivedere la propria strategia digitale perché si era accorta che l’infrastruttura on-premises di cui disponeva (e che ruotava attorno a un data center ospitato nella sede TIM di Rozzano) non consentiva di gestire in modo adeguato picchi di traffico di svariate migliaia di utenti. Non solo, non permetteva nemmeno di avere la reattività necessaria per potere essere tra i primi a mettere online le news più importanti. E non rendeva possibile neanche amministrare adeguatamente la nuova attività di gestione degli utenti online che comportava l’accelerazione che si era deciso di dare al Web.

 

Si era infatti reso necessario poter effettuare l'analisi del comportamento dei clienti (quindi di gestire big data e analytics) per affrontare due tipi di problemi. Da una parte le revenue pubblicitarie, legate ai dati che si potevano fornire agli inserzionisti. Dall’altra parte i processi di churn: era (ed è) infatti necessario capire quando sorge una propensione all’abbandono e intervenire immediatamente con offerte accattivanti, sempre più personalizzate e legate agli interessi della persona. 

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Una soluzione molto efficace: il cloud

Constatato che i siti on-premises non erano più in grado di soddisfare le richieste e spesso erano causa di outage e di difficoltà di erogazione, RCS ha valutato la possibilità di aggiornare l’infrastruttura. Non ha però ritenuto opportuno effettuare un investimento che prevedesse un overprovisioning per poter affrontare eventuali picchi, ma che poi obbligasse a tenere delle macchine ferme negli altri periodi. E che in più implicasse un altissimo immobilizzo di capitale.

 

Il balzo atteso RCS lo ha compiuto quando ha scelto di migrare al cloud. Una decisione presa perché era la soluzione in grado di soddisfare al meglio i due punti cardine che avevano guidato la scelta: la disponibilità di risorse e il contenimento dei costi. Il cloud, infatti, poteva fornire la flessibilità cercata di allocare o deallocare le risorse in funzione dell'effettiva necessità. E questo sia per il traffico inerente le notizie e gli articoli, sia per tutta la parte di analytics. Inoltre, grazie al cloud, RCS poteva disporre di tutta la potenza di calcolo e di storage necessaria senza dover effettuare ingenti spese in conto capitale.

 

In termini di risorse di storage, RCS ha deciso di puntare su Google, che ha uno storage molto più performante rispetto allo standard disponibile. Questo da un lato le permette di operare utilizzando meno risorse di front end, perché lo storage più veloce richiede meno “potenza” alle macchine per erogare la stessa quantità di traffico. Dall'altro lato c’è l’aspetto economico, perché meno risorse significa anche meno costi.

 

È poi proseguita anche la collaborazione con TIM, che ha continuato a essere il provider di riferimento anche per la restante infrastruttura cloud in virtù di un’offerta completa, personalizzata sulle esigenze di RCS a un costo conveniente.

 

Definita la scelta del cloud e dei provider, RCS ha messo nero su bianco i KPI che intendeva raggiungere:

 

availability;

affidabilità dell'ambiente, misurata in termini di mancanza di interruzioni di servizio;

monitoraggio dei costi, sia dello storage sia delle risorse di calcolo. 

RCS ha raggiunto gli obiettivi, ma è solo uno step intermedio

Oggi RCS utilizza analytics che le permettono di avere in tempo reale risultati sull’andamento dei siti, aggiornati in relazione al numero di utenti concorrenti, delle notizie lette, della presenza sui social e così via. Anche le parole chiave sono scelte in base all’analisi delle preferenze degli utenti, misurate anch’esse in tempo reale.

 

La possibilità di utilizzare un multicloud ha fornito a RCS più flessibilità e più velocità nel modificare gli algoritmi e nell’aggiornarli, nel renderli sempre più adatti a rivelare le giuste informazioni in tempi sempre più brevi.

 

Oggi RCS non deve preoccuparsi se c'è un evento che porterà un aumento improvviso di decine di migliaia di utenti in pochi minuti. Un sistema automatico basato sul cloud andrà a reperire le risorse, accenderà server o container e offrirà immediatamente la possibilità di soddisfare la richiesta. L'evoluzione a container è fondamentale, perché garantisce tempi di scalabilità in frazioni di secondo e soprattutto rende molto più fluido il processo. Tra l'altro, offre anche un vantaggio economico, perché il container permette di sfruttare le capacità delle macchine virtuali portandole molto vicino ai limiti consentiti. Un efficace modo per ottimizzare performance e costo.

 

Il processo iniziato da RCS ha raggiunto un importante step, ma l’azienda ha un obiettivo preciso: ottenere un'implementazione totalmente container based, quindi a microservizi, che sia il più possibile cloud agnostic. Per raggiungere tale obiettivo, RCS continuerà sicuramente con una situazione che prevede un cloud di riferimento, che è Google, ma comunque avrà soluzioni di backup anche su altri provider perché è sempre importante avere più copie dei dati strategici in luoghi diversi.

 

A fronte dell’efficace gestione del digitale di RCS, oggi il solo Corriere della Sera in Italia ha circa 370.000 abbonati.

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