Containerizzazione delle applicazioni: perché serve

Containerizzazione delle applicazioni: perché serve per accelerare il time-to-market

Grazie alla containerizzazione delle applicazioni e all’automazione le aziende tagliano i tempi di esecuzione e hanno una complessità ridotta. A vantaggio del time to market

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Grazie all’astrazione applicativa permessa dalla containerizzazione delle applicazioni e a tecnologie di automazione sempre più potenti, le aziende possono ottenere tempi di esecuzione abbreviati e una complessità ridotta.

 

In mercati sempre più liquidi, infatti, le aziende per restare competitive, devono essere flessibili, reattive e in grado di anticipare i trend e le richieste dei clienti, con un time to market abbreviato.

 

Questo è il frutto della transizione digitale che ha, di fatto, spostato lo sviluppo applicativo delle aziende dall’on premise al cloud proprio in virtù delle sue qualità di scalabilità, flessibilità e sicurezza.

Il passaggio al cloud e la necessità di modernizzare le applicazioni

Ma il passaggio da un ambiente tradizionale alla nuvola ha richiesto alle aziende di modernizzare le proprie applicazioni; ha reso necessario rivederle per astrarre il codice dalla infrastruttura su cui deve operare, disaccoppiando sempre più le applicazioni dall’ambiente sottostante.

 

Da un punto di vista tecnologico questo è stato reso possibile dall’application modernization, un passaggio culturale nello sviluppo software aziendale che dalla delivery di grandi applicazioni si è trasformato nella creazione di microservizi – più semplici e di dimensioni inferiori – che vengono successivamente assemblati tra loro o con altri microservizi per comporre un insieme di più alto valore per il business.

 

Da applicazioni monolitiche, indipendenti tra loro, si è quindi passati a prodotti software più piccoli, interdipendenti e, soprattutto, slegati dall’infrastruttura in cui operano. Questo grazie ai container, che mettono a disposizione degli sviluppatori un meccanismo di pacchettizzazione logico - runtime, binary libraries e configuration files - per astrarre le applicazioni dall'ambiente in cui sono eseguite.

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Perché la containerizzazione delle applicazioni aiuta il time-to-market

Il vantaggio principale di questa tecnologia di sviluppo è che con il disaccoppiamento permesso dai container, gli sviluppatori possono eseguire in modo più semplice e coerente il deployment delle applicazioni, senza preoccuparsi se l'ambiente di destinazione debba essere un data center privato, il cloud pubblico o un computer nella sala macchine della stessa azienda.

 

Un primo vantaggio notevole è la semplificazione, soprattutto in aziende medio-piccole in cui le risorse IT non sono strutturate adeguatamente per seguire processi di sviluppo complessi.

 

Inoltre, il secondo vantaggio che va a beneficio del time- to- market è legato alla suddivisione dei compiti che la containerizzazione induce: mentre gli sviluppatori dovranno concentrarsi su logica, versioning, configurazione e dipendenze dell’applicazione, chi si occupa delle IT operation dovrà invece concentrarsi soltanto su deployment e gestione.

 

Quindi, se ai vantaggi di un’architettura software organizzata in microservizi attraverso i container, aggiungiamo quello – enorme – offerto dall’utilizzo di una “platform as-a-service” in grado di offrire scalabilità, resilienza ed efficienza nell’infrastruttura, ecco allora che si potrà arrivare a un’erogazione di servizi moderna, ultra-efficace, flessibile ma, soprattutto, in grado di velocizzare enormemente il time-to-market delle applicazioni.

 

Ecco allora che le applicazioni aziendali, una volta modernizzate, divise in entità più flessibili e semplici da gestire, indipendenti dall’infrastruttura sottostante, potranno facilmente essere ulteriormente migliorate senza mettere a rischio la business continuity ma, al contrario, potranno integrarsi sempre meglio con le tecnologie cloud e avvantaggiarsi di un nuovo insieme di servizi avanzati.

 

Infine, la containerizzazione delle applicazioni dà vantaggi significativi anche alla gestione dell’infrastruttura e delle operazioni in virtù della loro portabilità e interazione e grazie alla loro capacità di funzionare egregiamente anche su host eterogenei.

 

Questo significa che è possibile spostare i carichi di lavoro in tempo reale sulla piattaforma che in quel momento risulta più conveniente all’azienda, sia per motivi prestazionali o economici, senza doversi preoccupare delle peculiarità tecnologiche di un provider o di una tecnologia che si sta utilizzando. A vantaggio del time- to- market e della flessibilità operativa e gestionale.

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